Istituto per lo sviluppo dell'autoconsapevolezza

La divisione interiore

La sensazione di disagio e il senso di fallimento che avvertiamo dentro di noi sono spesso causati dall'incapacità di riuscire a concretizzare quanto deciso, dal non riuscire a mantenere le promesse fatte a noi stessi e agli altri. Ma il fatto di avere comportamenti non sempre coerenti non viene avvertito come una contraddizione, e riusciamo a trovare giustificazioni esterne, a volte convincenti, ma che in ogni caso ci fanno perdere fiducia nelle nostre capacità. Il passo successivo è l'autocommiserarsi, il compatirsi, il lamentarsi.
Ma come è possibile essere coerenti, se siamo contemporaneamente mille persone diverse?
L'uomo non ha un "io" permanente ed unico, che governa le sue azioni e le rende coese e coerenti. Al posto di un "io" individuale, vi sono innumerevoli piccoli "io" separati che, spesso, si ignorano e che governano momenti diversi della nostra esistenza. Con uno dei nostri mille "io" prendiamo una decisione, che un momento dopo, quando sopraggiunge un altro "io", dimentichiamo o accantoniamo come inadeguata. Da questo deriva il senso di fallimento, ovvero dalla nostra divisione interiore, dall'incapacità di mantenere un "io" permanente alla guida di noi stessi. Ad ogni situazione che si presenta, che produce reazioni ovviamente diverse, abbiamo un illusorio controllo decisionale, come se ad agire fosse un individuo differente.
L'uomo è una pluralità: il suo "io" cambia velocemente come i suoi pensieri, i suoi sentimenti, i suoi umori. Un attimo fa era un pensiero, ora è un desiderio, poi una sensazione, poi un altro pensiero e così via, in un gioco di identificazione senza fine.
L'uomo non ha un "io" individuale e stabile: egli è sempre una persona differente, non è mai quello che era un momento prima.
L'alternarsi di questi io è determinato da influenze esterne accidentali, come ad esempio il caldo, il freddo, la pioggia, un incontro, un ricordo, qualsiasi stimolo occasionale al quale si agganciano sentimenti e azioni, provocando un turbinìo di stati d'animo e decisioni confuse. Per vivere meglio è quindi necessario stabilizzare questo continuo cambiamento interiore, non bloccando sensazioni ed emozioni, ma divenendo sempre più centrali rispetto ad esse.