Istituto per lo sviluppo dell'autoconsapevolezza

Cambiare punto di osservazione

"Egli crede di agire con autodeterminazione,
in realtà ogni sua azione
è una reazione ad eventi esterni."

Sauro Tronconi



L'uomo automatico

“L’uomo apprende fin dalla nascita, per imitazione, da tutto ciò che lo circonda. Apprende i movimenti, le espressioni, la lingua: ma apprende anche le emozioni e, soprattutto, le reazioni alle proprie e altrui emozioni.
Questo meccanismo di apprendimento e di conseguente azione è fondamentale per l’esistenza, perché ci permette di effettuare tutta una serie di azioni in maniera veloce e pratica, come guidare l’auto, camminare, scrivere al computer o altre cose simili. Quando usiamo lo stesso meccanismo imitativo nel provare sentimenti o reagire alle emozioni, e non è cosa rara, li pensiamo derivanti dal nostro carattere.

Reagire automaticamente nelle nostre emozioni diventa inaccettabile, pensare che i sentimenti che proviamo per qualcuno possano essere condizionati quasi interamente da ciò che abbiamo appreso per imitazione, dalla famiglia o da qualche lettura o film ci sembra impensabile. Eppure, se osserviamo ciò che ci accade, capiamo immediatamente che la nostra vita è permeata da azioni automatiche.
L'uomo automatico pensa di avere il controllo della propria vita, ma, in realtà, reagisce a stimoli esterni, indipendentemente dalla propria reale volontà. Il suo sentire, il suo metro di giudizio, è condizionato dalle induzioni, spesso non volontarie, di altri uomini, dalla cultura nella quale è immerso, dai sensi di colpa inculcati dalla morale: egli non è in grado di controllare quasi nulla, tutto gli accade.
Ma nel momento in cui si comincia a comprendere questo agire meccanico, qualcosa comincia a cambiare.

La molla che fa scattare i primi dubbi sulla nostra reale capacità di sentire, di valutare, di decidere veramente con la nostra testa, è spesso azionata da qualche forte attrito, da un dolore, da una situazione di disagio profondo.
L'uomo automatico può tranquillamente andare alla deriva senza rendersene conto, perché attraversa la vita come un sonnambulo. L'automatismo delle nostre azioni produce infatti un immaginario automatico. A differenza dell'immaginario cosciente, che è una forma di elaborazione di dati ed informazioni e ci dà la possibilità di agire su sistemi molto complessi e di sviluppare intuizioni efficaci, l'immaginario automatico è un sogno incontrollato, che si sostituisce alla realtà: è sognare ad occhi aperti.
Spesso si sente dire che sognare è uno dei sensi più profondi del nostro esistere. Ma se sognare è aspettare che qualcosa accada miracolosamente al di fuori di noi, allora il sogno, che è illusione pura, sarà destinato ad essere frustrato. Solo noi possiamo fare in modo che il sogno si realizzi, cioè che diventi realtà. E possiamo farlo compiendo coscientemente azioni che cerchino di condurci, passo dopo passo, nella direzione della soddisfazione di ciò che è importante per noi.