Istituto per lo sviluppo dell'autoconsapevolezza

Le emozioni negative

Le emozioni negative sono una conseguenza dell'automatismo. Possiamo pensare che siano la rabbia, il dolore, l’insoddisfazione, la frustrazione, ma anche quelle che a volte ci sembrano positive, perché soddisfano il nostro ego, possono agire dentro di noi allo stesso modo. Quindi per definirle più correttamente dovremmo dire emozioni automatiche. Sono quegli stati emotivi che scattano in maniera sempre uguale al comparire di stimoli simili. Sono quelle dispendiose ed inutili emozioni che si apprendono soprattutto per imitazione e divengono una maniera automatica di comportamento, condizionando pesantemente la nostra vita. Sono il lamento, i cattivi umori, il parlare in automatico senza realmente avere coscienza di ciò che si dice, l'autocommiserazione gratuita, ma possono anche essere l'euforia e l'entusiasmo. Il problema non è il tipo di emozione, ma l'inconsapevolezza nel viverla.
Se vi osservate, nel momento in cui vi scatta uno stato di rabbia, il vostro comportamento e le vostre reazioni saranno come il ripetersi passivo di un copione scritto in precedenza: la vostra adrenalina comincia a salire, il cuore accelera il suo battito, la vostra mente inizia a pensare freneticamente a come meglio reagire, ma i vostri movimenti, il modo di parlare, il tono di voce sono uguali ogni volta. In quel momento siete, di sicuro, completamente proiettati all’esterno di voi e quello che vi accade vi trascina, senza che riusciate a frenarne le conseguenze.
Non c’è molta differenza tra il fatto che queste emozioni sianolegate a situazioni reali o semplicemente illusorie.
Per osservare i meccanismi ripetitivi automatici, quindi fuori dalla volontà cosciente, potete sollecitare un’emozione negativa. Pur sapendo che è una finzione, immediatamente scattano dei meccanismi automatici.
Ad esempio, se pensate intensamente che il vostro partner in questo momento vi stia tradendo con una persona attraente e sexy, vi accorgerete cosa accade dentro di voi. La vostra mente incomincia a lavorare freneticamente. Un “io” vi suggerisce la reazione migliore per non perderlo, un altro “io” grida vendetta, un altro vi fa sentire frustrati e inadeguati. E così via. Avete sprecato molte energie, vi sentite peggio e nulla è realmente accaduto. Nonostante sappiate di farlo per gioco, sono scattati dei meccanismi automatici ed è molto utile essere coscienti di quello che è accaduto.

L'uomo automatico è come una trottola:
gira continuamente, incapace di progredire
e spreca energie per rimanere dove è.
E' costantemente in balia degli eventi,
attraversa la vita come un sonnambulo,
senza avere coscienza di se stesso
e di ciò che lo circonda.
Sauro Tronconi