Istituto per lo sviluppo dell'autoconsapevolezza

Come agisce il Metodo Self

La coscienza di sé non può essere frutto di un credo cieco,
ma è connessa alla capacità di osservare senza identificarsi.

Sauro Tronconi



Il ricordo di sé e l'osservazione

L’autoconsapevolezza ci dà la possibilità, attraverso azioni coscienti, di crescere, di riscattarci dallo stato di sonno in cui viviamo ed è il frutto di un lavoro alla base del quale vi è il ricordo di sé e l'osservazione.
L'espressione ricordo di sé può apparire scontata e banale: qualsiasi persona potrebbe affermare tranquillamente “non sono così smemorato da non ricordarmi di me stesso”. Ma spesso accade che, quando siamo totalmente immersi in una situazione, in un’azione o in un pensiero, ci facciamo travolgere dalle circostanze e agiamo come se recitassimo una parte in un film, senza ricordarci che la nostra vita accade ora, che siamo noi a pensare, noi a decidere di compiere una determinata azione. Iniziare a prendere coscienza di noi stessi, quali protagonisti della nostra vita, è il primo passo, che ci rende consapevoli delle nostre azioni e ci permette di riscattarci dall’automatismo: “Io vedo e sono cosciente di vedere, io osservo e ho coscienza di ciò che sto osservando. In altre parole, sono presente all’evento, sono presente al movimento, sono presente alle informazioni che mi arrivano, non reagisco, ma agisco.”
Altro passo fondamentale è l’osservazione, che non diviene però né giudizio, né concentrazione, né passività nei confronti dello svolgersi dell’azione. In condizioni ordinarie, noi non ricordiamo noi stessi, cioè non siamo presenti a noi stessi al momento della percezione di un'emozione, di un pensiero o di un'azione. Con un po’ di esercizio e volontà, non è difficile percepire, vedere se stessi mentre ci si muove, mentre si respira, mentre si parla, mentre si pensa. Questo lavoro innesca pensieri nuovi, permette di tradurre la realtà quotidiana in un modo diverso. Attraverso il metodo Self si inizia a spostare l’attenzione dall’esterno all’interno, imparando e comprendendo che interno ed esterno fanno parte dello stesso flusso di informazioni.
La grande scoperta sarà il rendersi conto pienamente che la vita è nelle nostre mani, che siamo noi a determinare le nostre azioni ed il nostro stato di benessere. Sarà come se un incantamento si rompesse scagliandoci in un altro luogo ad un universo di distanza, dove potremo assaporare la vita attimo per attimo e scoprire con stupore e gioia di averlo fatto senza esserci spostati di un millimetro.