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I misteri di |
Seminario condotto da Sauro Tronconi
Il mito di Dioniso condensa le pulsioni erotiche più primarie e sfrenate, la profondità istintuale, il piacere dei sensi e delle emozioni che hanno come contrappeso la sofferenza, esattamente come la vita non può esistere senza la morte. Il mistero di Dioniso simboleggia anche la saggezza profonda della possibile evoluzione attraverso ciò che ci è stato dato, il non rifiuto del corpo e del piacere, l’attraversamento e la sublimazione.
Apollo, è la capacità figurativa legata all’intelletto, la parte apparentemente raziocinante, che però deve attingere necessariamente dal piacere, la sua possibile evoluzione verso la bellezza dello spirito e della coscienza. E’ la luce, il sole, la capacità di vedere comprendendo, ma non è in antitesi con il buio e la notte, non è in antitesi con il piacere viscerale di Dioniso, ma ne è l’inevitabile complemento. Solo uniti Apollo e Dioniso possono generare l’energia necessaria a produrre evoluzione. Il preferire e seguire uno solo dei due fa cadere nel dogma o nell’ignoranza.
Apollo manda la luce all’interno ove Dioniso la trasforma in qualcosa di utile e caldo a contrastare il freddo e la rigidità della morte.
Nell’era presocratica, nell’antica Grecia, Apollo non era il contrario di Dioniso, bensì l’altro aspetto, e questi due Dei, insieme, davano espressione alla realtà esistenziale percepita nella cultura greca.
Nietzsche ci ha mostrato come la società greca, la sua arte e la sua cultura, siano state il risultato della tensione tra due poli opposti: il dionisiaco e l’apollineo.
Nella figura di Dioniso si condensano gli aspetti più arcaici e primitivi della psiche umana e della struttura stessa della società . Il Dio rappresenta i primordi, il punto di partenza, dell’organizzazione mentale e sociale umana.
Le pulsioni incontrollate, personificate da Dioniso, non rappresentavano un polo morale, o meglio, come si direbbe oggi, immorale, bensì erano accettate per quello che sono: una parte del proprio sé.
In breve: Dioniso era l’altra faccia della moneta di Apollo.
E’ solo con Platone, che si dice certo di poter distinguere tra il bene e il male, che inizia la vera divisione fra una parte e l’altra, si interrompe la complementarietà . I filosofi della sua Repubblica non sono più dunque come l’oracolo di Apollo, che viene consultato volontariamente da chi vuole essere illuminato attraverso il medium della sacralità del Dio, bensì una classe politica detentrice della verità assoluta.
Ogni volta che nella storia dell’uomo le correnti sotterranee dionisiache iniziano ad esprimersi, altre correnti le reprimono e si torna a periodi storici di rigida moralità . Ma è come se non sia possibile reprimerle altro che per periodi molto brevi. Obliate, ma sempre attive, premono perennemente per un riconoscimento: una specie di richiamo della giungla. E quando riemergono, la reazione mentale della società è spesso una stretta di vite, un nuovo dirigersi energeticamente verso la repressione.
Un seminario per osservare la complementarietà dei due aspetti nell’animo umano e la disfunzione che si viene a creare quando uno dei due è schiacciato dall’altro.